La serata su Second Life insieme ad Arturo e alla combriccola di Libriamo tutti ha portato a sorgere un dibattito molto ricco che nei giorni seguenti è proseguito (e sta proseguendo...) sul gruppo Facebook. Un dibattito che sta toccando diverse tematiche, dall'eterno dilemma cartaceo vs ebook al ruolo dello scrittore fino ai social network.
Quest'ultimo tema è legato alla mia indagine su aNobii e Goodreads per il libro/ebook La lettura digitale e il web, che analizzava come le case editrici si rapportano e/o dovrebbero rapportarsi con i social network dedicati in modo esclusivo alla lettura.
Questa la domanda che mi ha rivolto Marilù Manzolillo: il lettore che utilizza Zazie, aNobii, ecc. è diverso dal tradizionale lettore cui eravamo abituati prima dei social network?
Personalmente non so rispondere, per un motivo molto semplice: non saprei come definire a priori un "tradizionale lettore". A partire dal prediligere un autore piuttosto che un altro, un genere letterario piuttosto che un altro, dal riuscire a leggere solo in treno o in spiaggia o dal non riuscire a prendere sonno senza almeno un paio di pagine, ogni lettore è diverso. Negli ultimi anni la figura del lettore si è ulteriormente trasformata: c'è chi legge cartaceo, c'è chi legge digitale, chi entrambi. Chi legge e basta, chi legge e poi posta sul suo blog, chi recensisce sugli store e chi lo fa sui social network. Infine chi legge e recensisce ovunque può. Ogni lettore è diverso.
Da aNobii in avanti, ciò di cui parliamo sono spazi web in cui la lettura è il solo filo conduttore. In cui le persone creano un profilo e stringono contatti come farebbero su Twitter o Facebook, caricano i libri/ebook che hanno letto e ogni tanto scrivono un più o meno approfondito commento. Commenti che possono servire agli autori e agli editori come uno dei tanti feedback sulla qualità dei testi che scelgono di pubblicare.
Dialogando su questo tema, su Facebook è sorto un dubbio molto interessante da approfondire: i social network letterari... sono social network? Sempre Marilù ha posto sul gruppo una sua riflessione in merito: "Io ho un account aNobii e Zazie, ma dopo il primo assaggio dopo non li ho più utilizzati. Il perché è semplice: non ho l'impressione di essere su un social network, li trovo poco immediati... poi c'è anche da dire che preferisco cercare suggerimenti o recensioni sui libri da scegliere nei blog che seguo, quindi non mi ritaglio il tempo per aggiornare le mie letture o per leggere le recensioni di altri".
L'aspetto che fa distogliere le persone da aNobii, Goodreads, Zazie e affini è dunque la mancanza di immediatezza. Segno che è proprio l'immediatezza a fare la differenza nel considerare Twitter o Facebook dei social network tout court. Le caratteristiche di base sono le stesse: le persone si iscrivono, riempiono un profilo con i propri dati e lo tengono aggiornato, stringono contatti fra loro, condividono cose.
I social network letterari si distinguono anzitutto per due fattori: (1) sono monotematici (2) vivono un tempo rallentato. Ci sono utenti che accettano queste condizioni e creano all'interno di questi social network community attive, certamente di nicchia ma in cui non si esce fuori dal tema centrale, la lettura. Altri preferiscono il dinamismo di spazi più generalisti, ma che al tempo stesso hanno membri più numerosi e più attivi. Il fatto che lo stesso Libriamo tutti abbia scelto Facebook - e non aNobii o altro - per animare la discussione con i suoi contatti all'interno di un gruppo, è un chiaro esempio di questa visione: pochissimi utenti si loggano ogni giorno a un social network letterario, i tempi di accesso a Facebook sono ben superiori. Su Goodreads sarebbe molto più arduo trovare e partecipare a una discussione così viva. Che questo sia un bene o un male, è tutta un'altra partita.
(to be continued... scusate, di solito non sono così prolissa :P)
Qui il video a cura de La Compagnia del Libro che in una manciata di secondi fa rivivere l'atmosfera di quanto accaduto lunedì scorso su Second Life.
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lunedì 27 febbraio 2012
martedì 13 dicembre 2011
Una booksblogger su Zazie
Come ormai saprete, di recente ho partecipato a #Librinnovando con un intervento dal titolo Il ruolo dei social network letterari per gli editori, in cui ho analizzato - con il supporto di una serie di interviste a editori e "addetti ai lavori" - come aNobii e Goodreads possono agevolare l'attività delle case editrici. Il mio intervento (qui il video) è diventato parte di un libro realizzato con altri dieci booksblogger, La lettura digitale e il web (se non lo avete ancora acquistato ecco come averlo con il 10% di sconto).
Su questi due social network esistono le più disparate opinioni, accomunate dal fatto di essere tutte negative: aNobii è troppo farraginoso, Goodreads troppo poco italiano, i social network di questo tipo sono inutili.
La domanda è legittima: ha davvero senso che esista un social network che ripropone in virtuale la nostra libreria di casa? Quando vogliamo comprare un libro leggiamo davvero le recensioni su aNobii o ci fidiamo soprattutto del nostro istinto? Dato che Twitter e/o Facebook occupano già buona parte della nostra giornata, datemi una buona ragione per cui fare un giro su aNobii e Goodreads non sia tempo perso.
Ebbene, io penso che i social network letterari siano utili. Che passarci del tempo non sia mai sprecare minuti preziosi. Non sono la sola a pensarla così: ne è la prova il fatto che ha visto la luce un nuovo social network letterario, che secondo alcuni ha tutte le carte in regola per puntare su quel lato davvero social che il pubblico di aNobii e Goodreads ha colto solo in minima parte.
Si chiama @zazie, è nato dalla mente di due persone che masticano non poco la materia (Marco Ghezzi di @bookrepublic e Barbara Sgarzi alias @blimunda), e a suon di faccine dà priorità al lato emozionale della lettura. Perché sono le emozioni a muoverci da un libro all'altro, a farci finire un romanzo di corsa, a volerne centellinare un altro, a ridere e piangere da soli in treno o in spiaggia, a non vergognarci di dire che leggere è una delle cose più belle al mondo.
ps. muovermi di pari passo tra aNobii, Goodreads e Zazie non sarà facile da oggi in avanti. Temo che presto dovrò cedere il passo alla mia natura multitasking e fare una scelta. Secondo voi su cosa punterò? :-)
Su questi due social network esistono le più disparate opinioni, accomunate dal fatto di essere tutte negative: aNobii è troppo farraginoso, Goodreads troppo poco italiano, i social network di questo tipo sono inutili.
La domanda è legittima: ha davvero senso che esista un social network che ripropone in virtuale la nostra libreria di casa? Quando vogliamo comprare un libro leggiamo davvero le recensioni su aNobii o ci fidiamo soprattutto del nostro istinto? Dato che Twitter e/o Facebook occupano già buona parte della nostra giornata, datemi una buona ragione per cui fare un giro su aNobii e Goodreads non sia tempo perso.
Ebbene, io penso che i social network letterari siano utili. Che passarci del tempo non sia mai sprecare minuti preziosi. Non sono la sola a pensarla così: ne è la prova il fatto che ha visto la luce un nuovo social network letterario, che secondo alcuni ha tutte le carte in regola per puntare su quel lato davvero social che il pubblico di aNobii e Goodreads ha colto solo in minima parte.
Si chiama @zazie, è nato dalla mente di due persone che masticano non poco la materia (Marco Ghezzi di @bookrepublic e Barbara Sgarzi alias @blimunda), e a suon di faccine dà priorità al lato emozionale della lettura. Perché sono le emozioni a muoverci da un libro all'altro, a farci finire un romanzo di corsa, a volerne centellinare un altro, a ridere e piangere da soli in treno o in spiaggia, a non vergognarci di dire che leggere è una delle cose più belle al mondo.
ps. muovermi di pari passo tra aNobii, Goodreads e Zazie non sarà facile da oggi in avanti. Temo che presto dovrò cedere il passo alla mia natura multitasking e fare una scelta. Secondo voi su cosa punterò? :-)
lunedì 21 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Luca Lorenzetti
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
Secondo me non è necessario fare una scelta di campo. Dipende molto dall’uso che se ne vuole fare: se si vuole investire del tempo per animare la community dei propri lettori, credo sia bene concentrarsi su uno solo dei due, altrimenti può essere molto impegnativo..
aNobii ha dalla sua una maggiore popolarità in Italia, anche se Goodreads sta prendendo lentamente piede. Per le case editrici italiane interessate ad un pubblico anglofono, ad esempio, Goodreads non è da sottovalutare.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Le prime cose che mi vengono in mente: per avere un’opinione di prima mano sui propri libri da parte dei lettori, per creare community, per aggregare persone attorno a temi specifici che vengono trattati all’interno dei libri. Goodreads ha delle ottime features che incentivano le persone a discutere attorno ai libri e agli argomenti in essi trattati. Anche aNobii ha i suoi gruppi, ma Goodreads mi sembra più articolato in questo senso.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Il loro peso non è da valutare in termini di promozione, quanto piuttosto in termini di aggregazione del proprio pubblico attorno ai libri e ai loro autori, attorno a interessi comuni o argomenti specifici.
L’uso dei social network a mio avviso rientra nell’ottica del creare valore attorno ai propri prodotti (in questo caso i libri) e del fidelizzare i propri utenti. La vendita in questo caso non è un obiettivo diretto, bensì una conseguenza.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Una delle politiche che mi piacerebbe fosse adottata in modo più diffuso dalle case editrici è l’invito ai propri autori a essere presenti su questi (e altri) social network, creando un profilo e un contatto diretto con i propri lettori. Una delle cose che ad esempio mi piacciono di Goodreads è la possibilità di creare una pagina per l’autore, che di fatto è pensata come un aggregatore di tutte le sue attività, sia all’interno del social network stesso che più in generale in Rete.
Secondo me non è necessario fare una scelta di campo. Dipende molto dall’uso che se ne vuole fare: se si vuole investire del tempo per animare la community dei propri lettori, credo sia bene concentrarsi su uno solo dei due, altrimenti può essere molto impegnativo..
aNobii ha dalla sua una maggiore popolarità in Italia, anche se Goodreads sta prendendo lentamente piede. Per le case editrici italiane interessate ad un pubblico anglofono, ad esempio, Goodreads non è da sottovalutare.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Le prime cose che mi vengono in mente: per avere un’opinione di prima mano sui propri libri da parte dei lettori, per creare community, per aggregare persone attorno a temi specifici che vengono trattati all’interno dei libri. Goodreads ha delle ottime features che incentivano le persone a discutere attorno ai libri e agli argomenti in essi trattati. Anche aNobii ha i suoi gruppi, ma Goodreads mi sembra più articolato in questo senso.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Il loro peso non è da valutare in termini di promozione, quanto piuttosto in termini di aggregazione del proprio pubblico attorno ai libri e ai loro autori, attorno a interessi comuni o argomenti specifici.
L’uso dei social network a mio avviso rientra nell’ottica del creare valore attorno ai propri prodotti (in questo caso i libri) e del fidelizzare i propri utenti. La vendita in questo caso non è un obiettivo diretto, bensì una conseguenza.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Una delle politiche che mi piacerebbe fosse adottata in modo più diffuso dalle case editrici è l’invito ai propri autori a essere presenti su questi (e altri) social network, creando un profilo e un contatto diretto con i propri lettori. Una delle cose che ad esempio mi piacciono di Goodreads è la possibilità di creare una pagina per l’autore, che di fatto è pensata come un aggregatore di tutte le sue attività, sia all’interno del social network stesso che più in generale in Rete.
sabato 19 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Duepunti Edizioni
1) Anobii o Goodreads? O tutti e due?
Noi, come molti, abbiamo scoperto prima aNobii come utenti-bibliofili, un po’ per il piacere (e la vanità) di mettere in mostra i nostri libri (quelli che entrano in redazione, di lavoro, di amici, di grandi e piccole passioni), e solo dopo lo abbiamo considerato un “canale” per coinvolgere i nostri lettori e far conoscere ancora di più il nostro catalogo/biblioteca aprendo un “gruppo” a questo scopo.
Nei confronti di Goodreads siamo ancora all’inizio. In questo momento lo stiamo valutando confrontandolo con aNobii. È una fase di studio, non voglio essere ingeneroso nei confronti di una piattaforma leggermente più legnosa della prima.
2) Perché è importante per una casa editrice usare Anobii e Goodreads?
Una casa editrice può scegliere tante strategie per incontrare i propri lettori (vecchi e nuovi... e soprattutto futuri). Noi adoperiamo “consapevolmente” Facebook e Twitter da un po’ di tempo, e il lato aggressive-marketing non ci interessa, per aNobii e Goodreads le cose sono diverse: non si possono veicolare messaggi che non siano legati a propri libri, anzi a libri che una casa editrice può andare a scovare nelle librerie dei lettori che hanno già fatto una scelta. In questi termini questi ultimi due social network sono qualcosa di diverso da una semplice statistica, ma servono a far riflettere. “Siamo riusciti a condividere le nostre passioni?”
3) Quanto Anobii e Goodreads sono utili nell’attività promozionale di una casa editrice?
Credo che i lettori che scelgono di stare su aNobii e Goodreads non vogliano essere aggrediti, magari di tanto in tanto sono incuriositi. In ogni caso non credo sia uno strumento di direct-marketing (almeno, per noi non è così). Non ci piace “vendere fumo” e siamo sempre più felici di ricevere suggestioni piuttosto che fare semplice promozione (travestita magari dall’illusione di una vicinanza, di una interattività che fa presto a rivelarsi molto banale).
4) Come una casa editrice dovrebbe usare Anobii e Goodreads?
Ritengo che ogni casa editrice sia un progetto. Alcuni editori hanno una personalità più spiccata di altri e comunicano, a volte, ben oltre quello che sta dentro i loro libri. Alcuni funzionano davvero come agenzie di comunicazione, i loro messaggi sono forti, diretti, persino astuti e “furbetti”. Altri sono una vera e propria “nebulosa”, e i loro libri rispecchiano anche questo. Parlano per noi i nostri libri, e su aNobii e Goodreads ad ascoltare ci sono i nostri lettori, quelli che abbiamo convinto e quelli che abbiamo deluso. Ad ogni modo sia chiaro che questi strumenti non sono “la verità”, sono prova dimostrativa esatta, sono luoghi di incontro tra le pagine. Il futuro ci prospetta una sempre maggiore interazione (o illusione di interazione) e il modo e le abitudini del leggere cambieranno ancora e ancora: non si tratta di una rincorsa alla moda del momento, semplicemente mantenere una propensione all’ascolto che per larga parte influenza le nostre scelte (in modo imprevedibile, nascosto… ma non si tratta di indagini di mercato).
Noi, come molti, abbiamo scoperto prima aNobii come utenti-bibliofili, un po’ per il piacere (e la vanità) di mettere in mostra i nostri libri (quelli che entrano in redazione, di lavoro, di amici, di grandi e piccole passioni), e solo dopo lo abbiamo considerato un “canale” per coinvolgere i nostri lettori e far conoscere ancora di più il nostro catalogo/biblioteca aprendo un “gruppo” a questo scopo.
Nei confronti di Goodreads siamo ancora all’inizio. In questo momento lo stiamo valutando confrontandolo con aNobii. È una fase di studio, non voglio essere ingeneroso nei confronti di una piattaforma leggermente più legnosa della prima.
2) Perché è importante per una casa editrice usare Anobii e Goodreads?
Una casa editrice può scegliere tante strategie per incontrare i propri lettori (vecchi e nuovi... e soprattutto futuri). Noi adoperiamo “consapevolmente” Facebook e Twitter da un po’ di tempo, e il lato aggressive-marketing non ci interessa, per aNobii e Goodreads le cose sono diverse: non si possono veicolare messaggi che non siano legati a propri libri, anzi a libri che una casa editrice può andare a scovare nelle librerie dei lettori che hanno già fatto una scelta. In questi termini questi ultimi due social network sono qualcosa di diverso da una semplice statistica, ma servono a far riflettere. “Siamo riusciti a condividere le nostre passioni?”
3) Quanto Anobii e Goodreads sono utili nell’attività promozionale di una casa editrice?
Credo che i lettori che scelgono di stare su aNobii e Goodreads non vogliano essere aggrediti, magari di tanto in tanto sono incuriositi. In ogni caso non credo sia uno strumento di direct-marketing (almeno, per noi non è così). Non ci piace “vendere fumo” e siamo sempre più felici di ricevere suggestioni piuttosto che fare semplice promozione (travestita magari dall’illusione di una vicinanza, di una interattività che fa presto a rivelarsi molto banale).
4) Come una casa editrice dovrebbe usare Anobii e Goodreads?
Ritengo che ogni casa editrice sia un progetto. Alcuni editori hanno una personalità più spiccata di altri e comunicano, a volte, ben oltre quello che sta dentro i loro libri. Alcuni funzionano davvero come agenzie di comunicazione, i loro messaggi sono forti, diretti, persino astuti e “furbetti”. Altri sono una vera e propria “nebulosa”, e i loro libri rispecchiano anche questo. Parlano per noi i nostri libri, e su aNobii e Goodreads ad ascoltare ci sono i nostri lettori, quelli che abbiamo convinto e quelli che abbiamo deluso. Ad ogni modo sia chiaro che questi strumenti non sono “la verità”, sono prova dimostrativa esatta, sono luoghi di incontro tra le pagine. Il futuro ci prospetta una sempre maggiore interazione (o illusione di interazione) e il modo e le abitudini del leggere cambieranno ancora e ancora: non si tratta di una rincorsa alla moda del momento, semplicemente mantenere una propensione all’ascolto che per larga parte influenza le nostre scelte (in modo imprevedibile, nascosto… ma non si tratta di indagini di mercato).
giovedì 17 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Las Vegas Edizioni
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
aNobii lo usiamo soprattutto come archivio per i nostri libri e per permettere ai lettori di inserire i nostri libri nelle loro librerie con più facilità ed eventualmente di lasciarci commenti che per noi sono fondamentali. Goodreads è secondo me un ottimo social network. Per ora abbiamo solo inserito i dati dei libri ma ci piacerebbe sfruttare meglio i gruppi.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
aNobii e Goodreads sono ottimi per sondare i gusti e i pareri dei lettori senza filtri. Non li puoi condizionare e li 'spii' nel loro habitat naturale. E' anche molto interessante capire cos'altro leggono i lettori oltre ai nostri libri.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Nell'attività promozionale i social network sono fondamentali: devo dire che la cosa che funziona di più è quando un libro diventa virale. Tante persone segnalano o hanno in libreria un determinato libro, quindi lo aggiungono altre persone.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Secondo me oltre a inserire i dati corretti dei libri (cosa che li rende maggiormente rintracciabili) bisognerebbe dare molta attenzione ai gruppi e ai pareri dei lettori. Il loro giudizio è soggettivo e può essere messo in discussione, ma vale sempre la pena di capire perché a un lettore non è piaciuto un determinato libro. Quale mezzo migliore dei social network?
aNobii lo usiamo soprattutto come archivio per i nostri libri e per permettere ai lettori di inserire i nostri libri nelle loro librerie con più facilità ed eventualmente di lasciarci commenti che per noi sono fondamentali. Goodreads è secondo me un ottimo social network. Per ora abbiamo solo inserito i dati dei libri ma ci piacerebbe sfruttare meglio i gruppi.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
aNobii e Goodreads sono ottimi per sondare i gusti e i pareri dei lettori senza filtri. Non li puoi condizionare e li 'spii' nel loro habitat naturale. E' anche molto interessante capire cos'altro leggono i lettori oltre ai nostri libri.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Nell'attività promozionale i social network sono fondamentali: devo dire che la cosa che funziona di più è quando un libro diventa virale. Tante persone segnalano o hanno in libreria un determinato libro, quindi lo aggiungono altre persone.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Secondo me oltre a inserire i dati corretti dei libri (cosa che li rende maggiormente rintracciabili) bisognerebbe dare molta attenzione ai gruppi e ai pareri dei lettori. Il loro giudizio è soggettivo e può essere messo in discussione, ma vale sempre la pena di capire perché a un lettore non è piaciuto un determinato libro. Quale mezzo migliore dei social network?
martedì 15 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Baldini Castoldi Dalai Editore

1.Anobii o Goodreads? O tutti e due?
Al momento solo aNobii, ma Goodreads, da quanto ho visto e letto, potrebbe essere un interessante nuovo strumento da sperimentare.
2. Perché è importante per una casa editrice usare Anobii e Goodreads? È indubbiamente un modo per avvicinarsi ai lettori e per tenere aggiornata la propria produzione attraverso un canale on-line che coinvolge una fascia ampia di lettori, a cui piace tenere traccia delle proprie letture attraverso una libreria digitale, votando, commentando, discutendo o trascrivendo estratti che vogliono condividere o tenere a mente.
Dico avvicinarsi, perché spesso un lettore si limita ad andare in libreria, o a guardare le nuove uscite su siti come Ibs, Bol, Amazon, etc. dove in media non si prende la briga di andare a vedere tutto ciò che una casa editrice pubblica o ha pubblicato. aNobii dà uno sguardo d’insieme ai nostri titoli e permette anche a chi non ci conosce di curiosare nella pagina. Da lì, essendo aNobii molto utilizzato, è facile arrivare al nostro sito istituzionale, al nostro blog e alla nostra pagina su facebook e scoprire gli autori, conoscere anteprime, gli sconti, etc.
Al momento, tuttavia, è solo un canale di supporto e di utilizzo piuttosto recente, ma non decisivo per quanto ci riguarda, tanto che molti nostri titoli non sono ancora caricati. Abbiamo un sito, un blog, una pagina facebook, come dicevo, che sono molto curati e veicolati, ma aggiornare aNobii è quasi un «lavoro a tempo pieno». Mi capita spesso di dover segnalare un titolo non ancora inserito e di dover mandare la copertina e la descrizione del libro attendendo che divenga disponibile, cosa che richiede chiaramente cura e tempo. Che purtroppo non sempre abbiamo.
3. Quanto Anobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice? Parlo limitatamente ad aNobii, ma sicuramente è un sito utile per promuovere l’attività della casa editrice. Prima di tutto perché permette di avere una visibilità ulteriore, dando anche la possibilità di segnalare un rimando al blog o al sito della casa editrice, nonché di inserire recensioni e approfondimenti sul libro che i lettori altrimenti non conoscerebbero. In rete abbiamo avuto grandi soddisfazioni soprattutto nel caso di generi letterari o libri che è più difficile far recensire da importanti testate giornalistiche, come ad esempio i fantasy, ma anche thriller e autori minori che spesso fanno fatica a farsi notare, a trovare l’attenzione dei giornalisti e, quindi, del pubblico che in molti casi ignora l’esistenza stessa di alcuni titoli sul mercato.
Vi sono poi una serie di gruppi a cui è possibile iscriversi. La gente può «aggiungere come vicino» la casa editrice rimanendo costantemente aggiornata sulle ultime uscite, proprio come se fosse un vicino a cui si «ruba» un titolo che ci ispira e che vorremmo leggere o di cui semplicemente vogliamo ricordarci mettendolo nella lista dei desideri. Un titolo a sua volta visibile dai vicini e dagli amici, il che potrebbe portare anche all’inizio di un passaparola, perché no.
Ci sono poi possibilità, sempre attraverso i gruppi, di sponsorizzare anteprime, giveaway, segnalare estratti, presentazioni e gli stessi blog spesso «linkano» le loro recensioni, permettendo ai lettori di avere giudizi imparziali, commentare o lasciare il proprio feedback, sebbene a mio avviso la componente di partecipazione sia ancora piuttosto limitata.
4. Come una casa editrice dovrebbe usare Anobii e Goodreads? Ho visto che Goodreads permette agli editori e agli autori di sponsorizzarsi in modo più attivo e, credo, dietro remunerazione.
aNobii nasce per i lettori e tra i lettori. Per esperienza personale, la cosa più importante è fare molta attenzione alle regole di netiquette, che prevedono una certa discrezione e rispetto di chi fa parte del mondo anobiiano. La libreria deve dare un’idea della produzione, permettere ai lettori di sfogliarla come se si trovassero in una libreria reale, ma l’intento non deve essere commercializzare esplicitamente i propri titoli, o particolari sconti, etc. pena l’essere bannati. È più che altro un sito dove si fa informazione e comunicazione, ma la mera commercializzazione dei propri titoli è vista più come un’intrusione che come un arricchimento. Quando ho aperto una discussione o ho fatto segnalazione all’interno di un gruppo, l’ho sempre fatto dietro richiesta di «autorizzazione» all’ideatore (in certi casi è addirittura obbligatorio il benestare dell’ideatore per aprire una discussione o aggiungere un libro alla collezione). La mia impressione è che non si debba imporre la presenza dell’editore – che può dare fastidio – ma segnalarla in modo intelligente e discreto. È il lettore che deve cercare l’editore in questi mondi e non il contrario. L’editore poi è senz’altro ben disposto a comunicare con il lettore.
Al contrario, fatto non trascurabile, aNobii può essere utile per capire come viene accolto e recensito un nostro libro, quali sono i giudizi e il perché di un successo o di un insuccesso. Non da ultimo poi, è possibile intuire quello che il pubblico cerca all’interno di un determinato genere, ciò che reputa ormai passato e scontato, ciò che invece vorrebbe leggere. A volte i lettori guardano anche le uscite straniere, segnalando un interesse potenziale. Nessuno ha la bacchetta magica per capire cosa pubblicare o quale libro sarà un bestseller, ma curiosare in questo senso potrebbe avere i suoi vantaggi. Delle sorte di piccole, inconsapevoli «soffiate» nel genere: mi è capitato di leggere «Basta con le saghe infinite» oppure «Ancora, ancora», oppure «Ma quando esce il seguito?» o ancora «Questa tematica è sempre più merce rara». Naturalmente si tratta di giudizi soggettivi, spesso volubili, ma il lettore ha molta voce in capitolo e per questo non va sottovalutato, ma anzi ascoltato attentamente. Credo ci sia sempre da imparare.
Il mondo di aNobii pullula anche di scambi di libri (per chi legge molto, ma non tiene tutto ciò che compra e soprattutto vuole risparmiare), bookcrossing, catene di lettura, e ci sono gruppi che addirittura in determinati periodi come Natale, Pasqua, etc. si regalano un libro scelto dalla lista dei desideri dei partecipanti, il tutto in forma anonima. C’è un sottobosco straordinario di lettori in questo senso e a volte, in modo curioso, è facile apprendere alcune tendenze e opinioni. Com’è stata vissuta la legge Levi, qual è l’opinione diffusa sugli e-Book e i libri fatti di carta e inchiostro, e via dicendo. Nel caso degli e-Book qualcuno è addirittura ben disposto a mandarti il file via mail senza chiedere nulla in cambio. Un’incognita per il futuro in termini di vendita, tenendo conto della piccola percentuale che ancora hanno sul mercato? Senza dubbio, è pur sempre una tendenza su cui riflettere.
Sarebbe bello avere il tempo di leggere anche le proposte di nuovi autori che si mettono in gioco e si espongono al giudizio dei lettori, offrendo un estratto del loro libro o l’intero romanzo a catene di lettura, etc. Non è detto, ma anche tra le pieghe insospettabili di aNobii potrebbe celarsi un nuovo talento!
Al momento solo aNobii, ma Goodreads, da quanto ho visto e letto, potrebbe essere un interessante nuovo strumento da sperimentare.
2. Perché è importante per una casa editrice usare Anobii e Goodreads? È indubbiamente un modo per avvicinarsi ai lettori e per tenere aggiornata la propria produzione attraverso un canale on-line che coinvolge una fascia ampia di lettori, a cui piace tenere traccia delle proprie letture attraverso una libreria digitale, votando, commentando, discutendo o trascrivendo estratti che vogliono condividere o tenere a mente.
Dico avvicinarsi, perché spesso un lettore si limita ad andare in libreria, o a guardare le nuove uscite su siti come Ibs, Bol, Amazon, etc. dove in media non si prende la briga di andare a vedere tutto ciò che una casa editrice pubblica o ha pubblicato. aNobii dà uno sguardo d’insieme ai nostri titoli e permette anche a chi non ci conosce di curiosare nella pagina. Da lì, essendo aNobii molto utilizzato, è facile arrivare al nostro sito istituzionale, al nostro blog e alla nostra pagina su facebook e scoprire gli autori, conoscere anteprime, gli sconti, etc.
Al momento, tuttavia, è solo un canale di supporto e di utilizzo piuttosto recente, ma non decisivo per quanto ci riguarda, tanto che molti nostri titoli non sono ancora caricati. Abbiamo un sito, un blog, una pagina facebook, come dicevo, che sono molto curati e veicolati, ma aggiornare aNobii è quasi un «lavoro a tempo pieno». Mi capita spesso di dover segnalare un titolo non ancora inserito e di dover mandare la copertina e la descrizione del libro attendendo che divenga disponibile, cosa che richiede chiaramente cura e tempo. Che purtroppo non sempre abbiamo.
3. Quanto Anobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice? Parlo limitatamente ad aNobii, ma sicuramente è un sito utile per promuovere l’attività della casa editrice. Prima di tutto perché permette di avere una visibilità ulteriore, dando anche la possibilità di segnalare un rimando al blog o al sito della casa editrice, nonché di inserire recensioni e approfondimenti sul libro che i lettori altrimenti non conoscerebbero. In rete abbiamo avuto grandi soddisfazioni soprattutto nel caso di generi letterari o libri che è più difficile far recensire da importanti testate giornalistiche, come ad esempio i fantasy, ma anche thriller e autori minori che spesso fanno fatica a farsi notare, a trovare l’attenzione dei giornalisti e, quindi, del pubblico che in molti casi ignora l’esistenza stessa di alcuni titoli sul mercato.
Vi sono poi una serie di gruppi a cui è possibile iscriversi. La gente può «aggiungere come vicino» la casa editrice rimanendo costantemente aggiornata sulle ultime uscite, proprio come se fosse un vicino a cui si «ruba» un titolo che ci ispira e che vorremmo leggere o di cui semplicemente vogliamo ricordarci mettendolo nella lista dei desideri. Un titolo a sua volta visibile dai vicini e dagli amici, il che potrebbe portare anche all’inizio di un passaparola, perché no.
Ci sono poi possibilità, sempre attraverso i gruppi, di sponsorizzare anteprime, giveaway, segnalare estratti, presentazioni e gli stessi blog spesso «linkano» le loro recensioni, permettendo ai lettori di avere giudizi imparziali, commentare o lasciare il proprio feedback, sebbene a mio avviso la componente di partecipazione sia ancora piuttosto limitata.
4. Come una casa editrice dovrebbe usare Anobii e Goodreads? Ho visto che Goodreads permette agli editori e agli autori di sponsorizzarsi in modo più attivo e, credo, dietro remunerazione.
aNobii nasce per i lettori e tra i lettori. Per esperienza personale, la cosa più importante è fare molta attenzione alle regole di netiquette, che prevedono una certa discrezione e rispetto di chi fa parte del mondo anobiiano. La libreria deve dare un’idea della produzione, permettere ai lettori di sfogliarla come se si trovassero in una libreria reale, ma l’intento non deve essere commercializzare esplicitamente i propri titoli, o particolari sconti, etc. pena l’essere bannati. È più che altro un sito dove si fa informazione e comunicazione, ma la mera commercializzazione dei propri titoli è vista più come un’intrusione che come un arricchimento. Quando ho aperto una discussione o ho fatto segnalazione all’interno di un gruppo, l’ho sempre fatto dietro richiesta di «autorizzazione» all’ideatore (in certi casi è addirittura obbligatorio il benestare dell’ideatore per aprire una discussione o aggiungere un libro alla collezione). La mia impressione è che non si debba imporre la presenza dell’editore – che può dare fastidio – ma segnalarla in modo intelligente e discreto. È il lettore che deve cercare l’editore in questi mondi e non il contrario. L’editore poi è senz’altro ben disposto a comunicare con il lettore.
Al contrario, fatto non trascurabile, aNobii può essere utile per capire come viene accolto e recensito un nostro libro, quali sono i giudizi e il perché di un successo o di un insuccesso. Non da ultimo poi, è possibile intuire quello che il pubblico cerca all’interno di un determinato genere, ciò che reputa ormai passato e scontato, ciò che invece vorrebbe leggere. A volte i lettori guardano anche le uscite straniere, segnalando un interesse potenziale. Nessuno ha la bacchetta magica per capire cosa pubblicare o quale libro sarà un bestseller, ma curiosare in questo senso potrebbe avere i suoi vantaggi. Delle sorte di piccole, inconsapevoli «soffiate» nel genere: mi è capitato di leggere «Basta con le saghe infinite» oppure «Ancora, ancora», oppure «Ma quando esce il seguito?» o ancora «Questa tematica è sempre più merce rara». Naturalmente si tratta di giudizi soggettivi, spesso volubili, ma il lettore ha molta voce in capitolo e per questo non va sottovalutato, ma anzi ascoltato attentamente. Credo ci sia sempre da imparare.
Il mondo di aNobii pullula anche di scambi di libri (per chi legge molto, ma non tiene tutto ciò che compra e soprattutto vuole risparmiare), bookcrossing, catene di lettura, e ci sono gruppi che addirittura in determinati periodi come Natale, Pasqua, etc. si regalano un libro scelto dalla lista dei desideri dei partecipanti, il tutto in forma anonima. C’è un sottobosco straordinario di lettori in questo senso e a volte, in modo curioso, è facile apprendere alcune tendenze e opinioni. Com’è stata vissuta la legge Levi, qual è l’opinione diffusa sugli e-Book e i libri fatti di carta e inchiostro, e via dicendo. Nel caso degli e-Book qualcuno è addirittura ben disposto a mandarti il file via mail senza chiedere nulla in cambio. Un’incognita per il futuro in termini di vendita, tenendo conto della piccola percentuale che ancora hanno sul mercato? Senza dubbio, è pur sempre una tendenza su cui riflettere.
Sarebbe bello avere il tempo di leggere anche le proposte di nuovi autori che si mettono in gioco e si espongono al giudizio dei lettori, offrendo un estratto del loro libro o l’intero romanzo a catene di lettura, etc. Non è detto, ma anche tra le pieghe insospettabili di aNobii potrebbe celarsi un nuovo talento!
domenica 13 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Marco Freccero
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
Dal punto di vista di una casa editrice (o di un autore) la risposta migliore arriverà dopo aver dato un'occhiata alla facilità di uso, all'interfaccia, alla popolarità di entrambe. Ma soprattutto alle funzioni che riservano. aNobii ha avuto problemi di velocità e caricamento tali da indurre alcuni utenti a passare al concorrente. Goodreads svela una natura più "partecipativa". Soprattutto, quest'ultimo offre una serie di soluzioni per l'autore che desidera promuovere da sé i propri libri, e creare attorno al proprio nome un "ecosistema".
Quando Goodreads offrirà un'interfaccia completamente localizzata in italiano e l'importazione dei libri da Anobii sarà efficiente (al momento non lo è, troppi titoli restano fuori: nel mio caso ben 130, importati con l'opzione migliore, quella .csv), diventerà la piattaforma vincente.
Se si inizia da zero invece, consiglio senza dubbio Goodreads. A meno di rivolgimenti, aNobii rischia un lento declino.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Credo che la casa editrice debba scegliere o l'una o l'altra; il tempo è denaro ed è inutile sprecarlo su tante piattaforme. Meglio scegliere la più efficiente, e lavorare duro su quella. E la scelta giusta credo sia Goodreads.
È importante evitare l'errore di considerare queste soluzioni una semplice vetrina, da usare perché c'è un libro da promuovere. Di solito le case editrice agiscono così, salvo poi abbandonare dopo qualche mese la pagina creata (che sia su un blog o Facebook, non fa differenza).
Prima di agire, domandarsi seriamente:
1) Sappiamo che occorre tempo, e che il dialogo coi lettori deve essere reale?
2) Abbiamo le risorse e la costanza di "durare"?
3) Siamo consapevoli che non si tratta solo di una vetrina, ma di creare una conversazione tra noi e i lettori, tra l'autore e i suoi lettori?
4) Come gestire i malumori, le critiche dure e legittime, i troll e in genere le provocazioni (possono sempre accadere, ed è bene adottare una strategia prima, soprattutto se a gestire la faccenda ci sono più persone)?
5) Che cosa vogliamo ottenere veramente?
L'ultima domanda (che dovrebbe essere la prima), è la più importante. Se uno vuole vendere e basta, d'accordo. Però è inutile raccontare altro, e non c'è nulla di male a essere schietti. Basta appunto evitare di far credere: è sempre meglio essere sé stessi, anche in modo brutale, senza tanti giri di parole. Trasparenza e onestà sono gli ingredienti che conducono altrove.
Sul web la reputazione di un marchio che si mette in gioco (su Twitter o altrove), è più vulnerabile. Se sono il Signor Nessuno, le figuracce saranno mie e ne farò tesoro. Se sono un editore, peseranno il doppio: perché ho un nome, e le risorse per avere (in teoria) i migliori "consiglieri" sulla piazza, non mi mancano di certo.
Dopo che si è risposto a queste domande, il resto è discesa (non è vero, però è bello crederlo). Occorre ricordare che il web è composto da persone, non numeri. Ecco, l'editore dovrebbe esserci proprio per questo: per le persone.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Se esiste un settore imprevedibile è proprio l'editoria. Per quanti calcoli e strategie si mettano in campo, alla fine il caso, il passaparola faranno il grosso del lavoro. Purché la qualità del libro esista; se il libro fa schifo non andrà lontano.
Al momento, buona parte delle attività di una casa editrice sono volte a promuovere i soliti noti. Scegliere Goodreads e gli altri network sociali, e un loro utilizzo intelligente, offrirà alla casa editrice l'opportunità di mostrare ai lettori, i talenti su cui sta investendo. I costi sono contenuti o addirittura zero, ma attenzione. L'attività promozionale di una casa editrice non può essere un modo differente di piazzare il prodotto-libro; bensì di aiutare i lettori a scoprire il bene-libro.
Se la casa editrice (grande o piccola che sia), comprende che è questa la posta in palio, e accetta la rivoluzione copernicana che comporta (da prodotto-ibro a bene-libro), i vantaggi saranno tangibili e duraturi. Altrimenti, meglio un paginone sul Corriere della Sera (se si hanno i soldi per farlo, si capisce...).
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Con intelligenza? Che ovvietà! È vero, però spesso i grandi marchi (e i piccoli non sono da meno), commettono tali e tanti errori che veramente si è portati a chiedersi: ma il buonsenso? L'intelligenza?
Non si tratta affatto di sbarcare su Goodreads o altrove perché così fanno tutti. Ma di decidere di andarci per un obiettivo preciso: lì ci sono delle persone, e abbiamo voglia di conversare con loro.
Naturalmente, questo può sembrare un discorso aulico, di chi fa finta di ignorare come l'editoria sia soprattutto un'industria con fatturati e bollette da pagare (e magari qualche stipendio).
Proprio perché è anche (o soprattutto?) un'industria, è bene che l'editoria comprenda che un certo modo di concepire il libro sta tramontando. Ci saranno sempre i best-seller estivi questo mi pare ovvio, solo che saranno anche in edizione digitale, oltre a quella cartacea. Ma accanto a questo ambito si sta spalancando un oceano di opportunità che senza fretta, e usate a dovere, possono portare risultati interessanti e inattesi.
Intelligenza significa: conversare. E poi: Persone, non numeri. Infine: il libro è un bene.
I problemi non mancheranno e neppure le difficoltà: ma superarle a questo punto potrebbe essere perfino divertente.
(contributo di Marco Freccero - blogger di Certi racconti)
sabato 12 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Intermezzi Editore
Tutti e due.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Per un rapporto diretto con i lettori e per la promozione dei propri libri ed eventi.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Molto, specialmente per le piccole e medie case editrici che hanno poco spazio su canali promozionali tradizionali.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Creando un proprio profilo, integrato e collegato con gli altri network che si usano, tenendolo sempre aggiornato, promuovendo i propri libri e eventi anche nei gruppi, coinvolgendo anche gli autori. La nostra casa editrice ha promosso circa un anno fa un'iniziativa che coinvolgeva gli utenti di aNobii, che ha avuto un discreto successo, sia di partecipazione che di risonanza, in quanto anche testate nazionali ne hanno parlato.
(contributo di Chiara Fattori - Intermezzi Editore)
venerdì 11 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Iperborea Edizioni
Iperborea è su aNobii dal 2008 e non è registrata su Goodreads, perché
finora non ha raggiunto un ampio pubblico in Italia.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Sono comunità molto attive e vivaci che riuniscono appassionati di libri e lettori forti, che sono il nostro pubblico. Ci interessa molto sapere cosa pensano i lettori delle nostre pubblicazioni e far sapere a quelli che ci seguono le novità della casa editrice.
Inoltre ci permettono di tenere d'occhio i titoli più apprezzati e più commentati. Si tratta di un feedback – sebbene limitato a un certo tipo di pubblico (tendenzialmente più giovane della media dei lettori) – molto importante, perfino al momento di importanti scelte editoriali come quando, per dire, si tratta di decidere una ristampa. È successo con "Paradiso e inferno" dell'islandese Jón Kalman Stefánsson: è un libro meraviglioso ma non facile, e dovevamo decidere se fare una ristampa veloce e scommettere su quel titolo o no. Siamo andati su aNobii e abbiamo visto un profluvio di commenti entusiasti e una media di 5 stelle. L'abbiamo ristampato subito. E ora è tra i libri più venduti di quest'anno, grazie al passaparola, e siamo convinti che
aNobii c'entri qualcosa.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Molto utili per i motivi detti sopra, essenzialmente. A un piccolo editore in particolare permettono di raggiungere i propri lettori con immediatezza e capillarità.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Oltre a inserire tutte le novità e a comunicarle nel nostro gruppo come faremmo con una newsletter, è fondamentale il dialogo con i lettori. Molti ci scrivono per ringraziarci per avere pubblicato
questo o quel libro che hanno amato molto, o per farci i complimenti per il nostro lavoro. Ma è importante anche per spiegare i motivi di certe scelte, per parlare più approfonditamente di un libro (rispetto alle 1000 battute di una quarta di copertina). Fino a pochi anni fa, gli editori avevano molti intermediari prima di arrivare ai loro lettori: promotori, distributori, librai, ecc. L'unico momento possibile di incontro erano le fiere del libro. Oggi con aNobii e altri social network lo scambio con il lettore è diventato molto più frequente e arricchisce il nostro lavoro e, siamo convinti, anche i nostri libri.
mercoledì 9 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Luca Albani - Ediciclo Editore
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
Solo aNobii, perché il tempo è poco ed è bene concentrarsi meglio su un singolo social network.
2) Perché è importante per una casa editrice usare Anobii e Goodreads?
Una casa editrice può dalla sua partecipazione ad aNobii avere riscontri circa la ricezione del suo catalogo da parte dei lettori forti italiani. Una persona a tempo pieno dedicata ai SN potrebbe lavorare d'intesa con l'ufficio stampa a iniziative promozionali e/o di fidelizzazione dei lettori.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Al momento in una media casa editrice (come Ediciclo: 5 persone compreso l'editore) è difficile che sia davvero "utile", da questo punto di vista Facebook è di sicuro più incisivo. Tuttavia sarebbe stato sbagliato non aprire un account dato che diverse case editrici l'hanno fatto.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Da "gestore" dell'account a mezzo servizio (sarebbe bene appunto che siano l'ufficio stampa e/o una persona addetta a farlo) immagino un utilizzo ideale di Anobii come un filo diretto tra la casa editrice e il lettore: condivisione delle novità con iniziative ad hoc, creazione di gruppi legati ai generi, organizzazione di concorsi ecc.
Solo aNobii, perché il tempo è poco ed è bene concentrarsi meglio su un singolo social network.
2) Perché è importante per una casa editrice usare Anobii e Goodreads?
Una casa editrice può dalla sua partecipazione ad aNobii avere riscontri circa la ricezione del suo catalogo da parte dei lettori forti italiani. Una persona a tempo pieno dedicata ai SN potrebbe lavorare d'intesa con l'ufficio stampa a iniziative promozionali e/o di fidelizzazione dei lettori.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Al momento in una media casa editrice (come Ediciclo: 5 persone compreso l'editore) è difficile che sia davvero "utile", da questo punto di vista Facebook è di sicuro più incisivo. Tuttavia sarebbe stato sbagliato non aprire un account dato che diverse case editrici l'hanno fatto.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Da "gestore" dell'account a mezzo servizio (sarebbe bene appunto che siano l'ufficio stampa e/o una persona addetta a farlo) immagino un utilizzo ideale di Anobii come un filo diretto tra la casa editrice e il lettore: condivisione delle novità con iniziative ad hoc, creazione di gruppi legati ai generi, organizzazione di concorsi ecc.
martedì 8 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Elisa Sanacore - blogger
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
aNobii è orientato sui lettori italiani, Goodreads sui lettori di lingua inglese, anche se sta aumentando la sezione di titoli in lingua italiana. Quindi la scelta di utilizzare uno piuttosto che l’altro dipende dalla linea editoriale di una determinata casa editrice.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Perché può avere un’indicazione, una tra le tante, sulle letture e sulle opinioni dei lettori.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Come sempre, nell’attività promozionale è opportuno sfruttare qualsiasi strumento si ha a disposizione, poiché non esiste per principio uno strumento migliore di altri, almeno nel campo dell’editoria, dove le valutazioni sui libri si basano sulle opinioni e non su parametri scientifici.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Con onestà, direi. Una casa editrice dovrebbe assumere una posizione di osservatore, dovrebbe semplicemente leggere e analizzare ciò che i lettori scrivono riguardo certi titoli e le scelte di lettura che fanno.
Quelli meno onesti, nel caso ci fossero, sono quelli invece che intervengono direttamente orientando le opinioni, a volte direttamente o altre celandosi dietro un nickname.
aNobii è orientato sui lettori italiani, Goodreads sui lettori di lingua inglese, anche se sta aumentando la sezione di titoli in lingua italiana. Quindi la scelta di utilizzare uno piuttosto che l’altro dipende dalla linea editoriale di una determinata casa editrice.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Perché può avere un’indicazione, una tra le tante, sulle letture e sulle opinioni dei lettori.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Come sempre, nell’attività promozionale è opportuno sfruttare qualsiasi strumento si ha a disposizione, poiché non esiste per principio uno strumento migliore di altri, almeno nel campo dell’editoria, dove le valutazioni sui libri si basano sulle opinioni e non su parametri scientifici.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Con onestà, direi. Una casa editrice dovrebbe assumere una posizione di osservatore, dovrebbe semplicemente leggere e analizzare ciò che i lettori scrivono riguardo certi titoli e le scelte di lettura che fanno.
Quelli meno onesti, nel caso ci fossero, sono quelli invece che intervengono direttamente orientando le opinioni, a volte direttamente o altre celandosi dietro un nickname.
(contributo di Elisa Sanacore - leggi la sua intervista e il guest post Me, myself & ebook)
lunedì 7 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Quintadicopertina
aNobii o Goodreads? O tutti e due?
Entrambi. Personalmente mi piace più goodreads, dà più possibilità di giocare. Ma aNobii, soprattutto in Italia, è molto più utilizzato ed è più facile conversare con i lettori italiani.
Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
ANobii e Goodreads sono 'terre dei lettori'. Se un editore vuole sapere cosa pensano i lettori dei propri testi, e se vuole confrontarsi con loro, deve esserci. Sapendo che in un certo senso è un ospite: può facilitare la conversazione e la critica, per esempio inserendo le schede dei propri testi, proponendo discussioni a tema o magari promozioni e anteprime, ma sapendosi mettere in secondo piano quando il lettore ha solo voglia di farsi i fatti propri. La casa deve essere su misura per il lettore, che deve essere libero di fare quello che vuole.
Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Fino ad adesso con Quintadicopertina ci siamo tenuti a margine, per comprendere dinamiche, meccanismi, presenze e opportunità. Ci siamo limitati a inserire le schede, leggere opinioni interessanti sui testi nostri e altrui, prendere spunto, comprendere dove va la lettura (soprattutto le preferenze di chi legge digitale). I gruppi li abbiamo creati da poche settimane, e cominceremo a breve a proporre qualche anteprima a chi vuole conoscerci meglio. Quindi non ti voglio dare quantificazioni rispetto all'attività promozionale: ci interessa poco. L'importante è che il lettore sappia che, se vuole, può trovarci anche lì.
Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Come sugli altri social network: esserci senza rubare spazio, comprendere cosa vuole il lettore, dare risposte quando richieste, facilitare il dialogo, offrire spunti di conversazione, sapersi mettere da parte. Bisogna anche tenere conto che solo una piccola percentuale di lettori è presente su aNobii e Goodreads, che però sono consultati da un numero estremamente maggiore di lettori non iscritti.
(contributo di Quintadicopertina - casa editrice digitale con cui la sottoscritta collabora in qualità di social media editor)
sabato 5 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Mauro Sandrini - autore di Elogio degli ebook
1) Anobii o Goodreads? O tutti e due?
Tutti e due. Senza alcun dubbio.
2) Perché è importante per una casa editrice usare Anobii e Goodreads?
Francamente non so rispondere. Secondo me è l'autore che deve usarli in prima persona in modo da permettere un rapporto diretto con la propria comunità di lettori.
3) Quanto Anobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Questi social network sono tanto più utili quanto più gli autori della casa editrice partecipano come promotori della conversazione fra i propri lettori. In questo caso la casa editrice si avvantaggia del lavoro, gratuito, che i propri autori fanno in rete. Dovrebbe essere contrattualizzato probabilmente.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare Anobii e Goodreads?
La casa editrice dovrebbe "formare" gli autori che sono ancora renitenti ad adottare questi mezzi.
(contributo di Mauro Sandrini)
giovedì 3 novembre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Davide Giansoldati - blogger
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
Direi nessuno dei due... Goodreads ha pochissimi italiani e un database di libri italiani scandaloso. Potrebbe avere le carte in regola per superare aNobii, ma sembra procedere con il freno a mano tirato. Anobii è pratico, ma lento: lenti i tempi di risposta alle mail, lento il sito e la grafica è sorpassata. Se devo scegliere tra i due opterei per aNobii, al momento attuale è l'unica soluzione.
Direi nessuno dei due... Goodreads ha pochissimi italiani e un database di libri italiani scandaloso. Potrebbe avere le carte in regola per superare aNobii, ma sembra procedere con il freno a mano tirato. Anobii è pratico, ma lento: lenti i tempi di risposta alle mail, lento il sito e la grafica è sorpassata. Se devo scegliere tra i due opterei per aNobii, al momento attuale è l'unica soluzione.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
E' importante per capire cosa pensano i lettori dei propri libri e aprire un dialogo costruttivo.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Poco e niente. Di fatto, non essendoci delle vere e propie fan page, i forum a tema "libro X" o "casa editrice Y" non sempre sono seguiti dalla casa editrice, spesso sono frutto di fan che partaono bene ma non tengono nella resistenza. Ci sono su aNobii migliaia di gruppi morti. Su Goodreads non ho nemmeno cercato se ci sono i gruppi: la mia sensazione è che la presenza di italiani sia minuscola.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
In realtà per come sono adesso non dovrebbe usarli. Io ho tra i miei clienti diverse case editrici e cosa possono fare? Si creano un profilo casa editrice, aggiungono i libri ma... a cos'è utile per un utente?
A nulla... giusto a sapere se esce un libro... La shoutbox è inutile per una casa editrice e un forum cattura comunque pochi utenti.
(contributo di Davide Giansoldati - blogger di Creativa scrittura)
sabato 29 ottobre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Marco Valerio Edizioni
1) Anobii o Goodreads? O tutti e due?
Entrambi. Dove ci sono i nostri lettori ci siamo anche noi, senza preferenze. Con qualche fatica maggiore per quanto riguarda aNobii, poiché talvolta lo staff di questo sito pare convinto di conoscere la catalogazione, i titoli e gli isbn dei nostri libri meglio di noi e risponde magari piccato alla segnalazione di errori. Un po' di concorrenza non fa male e aiuta entrambi a migliorare.
Il discorso della presenza sui social network andrebbe tuttavia affrontato più in generale. La presenza delle nuove piattaforme di social network ha imposto di fatto alle aziende, a tutte le aziende, una presenza, talvolta anche faticosa in termini di impegno umano e costi, nel nome della partecipazione e del coinvolgimento degli utenti o dei clienti.
In realtà, molto spesso, queste presenze si rivelano estremamente fallaci, quand'anche pateticamente controproducenti. È chiaro che, se un produttore di musica potrà trovare n MySpace un pubblico attento, così non è per una casa editrice di saggistica specializzata. Facebook può rivelarsi importante ma molto difficile da gestire: ne sia prova che il nostro profilo è seguitissimo, con centinaia di richieste di amicizia in lista d'attesa che non possiamo soddisfare, avendo superato la fatidica soglia dei 5 mila contatti, mentre la corrispondente pagina non raccoglie gli stessi consensi, pur essendo perfettamente sincronizzata.
La presenza sui social network è praticamente una necessità, per ragioni di brand, della quale peraltro le aziende farebbero anche volentieri a meno, poiché i vantaggi spesso non sono commisurati allo sforzo. Diverso potrebbe, ma ci limitiamo a dire potrebbe, essere l'approccio con le community specializzate di lettori. Anche in questo caso, tuttavia, il processo non è ancora compiuto. È chiaro che se una casa editrice non ha una propria presenza autonoma sul web, o perlomeno non ha un blog attivo e seguito, aNobii e Goodreads sono una grande opportunità.
Nel nostro caso, avendo un sito partecipativo, che riassume la funzione di vetrina e di blog, la presenza su aNobii e Goodreads non è francamente strategica e rappresenta appena l'un per cento del flusso di contatto con i nostri lettori. Ci auguriamo che possa crescere.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Importante al momento non lo è. Come abbiamo scritto sopra, le due piattaforme non superano insieme l'uno per cento del flusso di contatti con i nostri lettori, che ci seguono attivamente tramite altri canali web. Sicuramente, per ragioni di brand, una media casa editrice non può esimersi da una presenza.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Al momento ancora poco.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare Anobii e Goodreads?
Attendiamo che siano aNobii e Goodreads a trovare e proporre spunti che rendano più appetibile uno sforzo che vada oltre la mera presenza istituzionale.
(contributo di Norma Casano - Marco Valerio Edizioni)
giovedì 27 ottobre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Voland Edizioni
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
Su aNobii sono già da qualche anno con la libreria, Goodreads non lo conosco.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
E' un pubblico forte quello di aNobii, che ama i libri, che è spesso attento. Ed è gratuito, cosa molto importante. Io ho messo tutti i nostri libri ma ho l'impressione che dovremmo usare questo strumento di più e meglio. Ma il tempo e quello che è e la fatica tanta (siamo in 5 e pubblichiamo 25 libri l'anno).
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Sono convinta che Internet sia fondamentale per le case editrici: tutti i mezzi promozionali sono utili, soprattutto per libri come i miei, io li definisco libri per lettori veri. Non sono libri consolatori, e hanno bisogno di un po' di tempo per essere apprezzati e conosciuti.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Si dovrebbero mettere più recensioni, notizie sul libro, maggiori informazioni.
(contributo di Daniela Di Sora - Voland Edizioni)
Su aNobii sono già da qualche anno con la libreria, Goodreads non lo conosco.
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
E' un pubblico forte quello di aNobii, che ama i libri, che è spesso attento. Ed è gratuito, cosa molto importante. Io ho messo tutti i nostri libri ma ho l'impressione che dovremmo usare questo strumento di più e meglio. Ma il tempo e quello che è e la fatica tanta (siamo in 5 e pubblichiamo 25 libri l'anno).
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
Sono convinta che Internet sia fondamentale per le case editrici: tutti i mezzi promozionali sono utili, soprattutto per libri come i miei, io li definisco libri per lettori veri. Non sono libri consolatori, e hanno bisogno di un po' di tempo per essere apprezzati e conosciuti.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Si dovrebbero mettere più recensioni, notizie sul libro, maggiori informazioni.
(contributo di Daniela Di Sora - Voland Edizioni)
lunedì 24 ottobre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: l'opinione di Cecilia Nono - Correzionebozze.it
1) aNobii o Goodreads? O tutti e due?
Soprattutto se lo scopo è "professionale", perché non tutti e due?
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Il grande editore ha modo di ottenere un feedback sincero sulle proprie pubblicazioni e su quelle di altri editori, dal momento che molti utenti recensiscono i libri che hanno letto senza filtri. Per il piccolo editore, a ciò si aggiunge la possibilità di far conoscere il proprio catalogo investendo tempo, ma non denaro.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
E' un po' come per Facebook: se usato bene, può essere uno strumento potente, ma in ogni caso l'importante è prima di tutto esserci. Come strumento in sé non consente forse una ampia gamma di operazioni, e non nasce specificamente come mezzo di autopromozione, ma certo non avere un profilo aNobii per un editore è di per sé controproducente, nella misura in cui anche un solo utente lo abbia cercato invano.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Registrare le proprie pubblicazioni, stimolare (e monitorare) recensioni e commenti, frequentare i gruppi correlati alla propria linea editoriale evitando di configurare i propri interventi sotto forma di pubblicità, ma piuttosto intervenendo sugli argomenti di discussione come farebbe un qualsiasi utente, in modo da generare interesse e autorevolezza. C'è poi la pubblicità vera e propria a pagamento, ma ho l'impressione che ciò sia percepito in maniera negativa dagli utenti.
Soprattutto se lo scopo è "professionale", perché non tutti e due?
2) Perché è importante per una casa editrice usare aNobii e Goodreads?
Il grande editore ha modo di ottenere un feedback sincero sulle proprie pubblicazioni e su quelle di altri editori, dal momento che molti utenti recensiscono i libri che hanno letto senza filtri. Per il piccolo editore, a ciò si aggiunge la possibilità di far conoscere il proprio catalogo investendo tempo, ma non denaro.
3) Quanto aNobii e Goodreads sono utili nell'attività promozionale di una casa editrice?
E' un po' come per Facebook: se usato bene, può essere uno strumento potente, ma in ogni caso l'importante è prima di tutto esserci. Come strumento in sé non consente forse una ampia gamma di operazioni, e non nasce specificamente come mezzo di autopromozione, ma certo non avere un profilo aNobii per un editore è di per sé controproducente, nella misura in cui anche un solo utente lo abbia cercato invano.
4) Come una casa editrice dovrebbe usare aNobii e Goodreads?
Registrare le proprie pubblicazioni, stimolare (e monitorare) recensioni e commenti, frequentare i gruppi correlati alla propria linea editoriale evitando di configurare i propri interventi sotto forma di pubblicità, ma piuttosto intervenendo sugli argomenti di discussione come farebbe un qualsiasi utente, in modo da generare interesse e autorevolezza. C'è poi la pubblicità vera e propria a pagamento, ma ho l'impressione che ciò sia percepito in maniera negativa dagli utenti.
(contributo di Cecilia Nono di correzionebozze.it - leggi la sua intervista)
mercoledì 19 ottobre 2011
aNobii, Goodreads e case editrici: il mio intervento a Librinnovando
Come ormai vi ho preannunciato fino alla nausea, il prossimo 25 novembre siederò a un simpatico tavolo rotondo con quei simpaticoni di Noemi Cuffia, Arturo Robertazzi, Marco Dominici, Marta Manfioletti, eFFe, Silvia Surano e Gabriele Alese per una chiacchierata tra books blogger su passato, presente e futuro dell'editoria nel corso della giornata di Librinnovando.
La sottoscritta vi tedierà in modo molto particolare sul ruolo dei social network letterari per gli editori. Ovvero: perché mai una casa editrice dovrebbe avere un account su aNobii e/o Goodreads?
Per rispondere a questa domanda ho formulato un questionario in quattro domande, che sintetizzano come, quanto e perché un editore usa (o dovrebbe usare) questi social network. A partire da lunedì e fino a metà novembre circa leggerete qui i contributi che ho ricevuto.
Approfitto di questo post introduttivo per citare i nomi di chi mi ha aiutata in questa esperienza e per ringraziarli uno a uno.
Case editrici:
Baldini Castoldi Dalai Editore
Ediciclo
Iperborea Edizioni
Intermezzi Editore
Marco Valerio Edizioni
Quintadicopertina
Voland
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