mercoledì 29 giugno 2011

Lavorare come editor in casa editrice: intervista a Cecilia Nono di correzionebozze.it

Correzionebozze.it - servizi per l'editoria e il web - è una realtà consolidata che offre un servizio completo e di qualità nel campo dell’editoria tradizionale e multimediale, della comunicazione e del web. Si compone di freelance esperti (tutti indipendenti) che operano da anni per i maggiori gruppi editoriali e magazine italiani.

Di seguito l'intervista a Cecilia Nono.

1- Come è nata l'idea del progetto Correzionebozze? Quali sono i suoi punti chiave?
Dopo alcuni anni di esperienza presso case editrici e studi editoriali, ho deciso di mettermi in proprio. Presto mi sono accorta che la prospettiva di offrire ai clienti un insieme di servizi ampio e completo costituiva spesso un elemento a favore per "acchiappare" un lavoro: così mi è venuta l'idea di raccogliere colleghi fidati e qualche nuova leva intorno a un nucleo unico, in modo da presentare le competenze di ciascuno tutte insieme. Per il cliente poter contare su qualcuno che si occupa di coordinare il lavoro e si prende la responsabilità dell'intero processo è rilassante.

Oggi Correzionebozze.it è un gruppo di freelance specializzati in tutti i settori dell'editoria e della comunicazione: funzioniamo come un service, ma con l'agilità (anche burocratica) di un gruppo di lavoro aperto e non gerarchizzato. E funziona!

2- Chi vuole approcciarsi a un lavoro nell'editoria si affida spesso a due strumenti: gli stages e le collaborazioni in remoto. Entrambi rivelano spesso un mondo fatto di contratti non regolari e collaborazioni sottopagate. Come giudicate questo fenomeno? Quali sono a vostro avviso le competenze da acquisire per diventare professionisti in questo settore?
Purtroppo oggi la tutela per i lavoratori autonomi è molto scarsa, e capita di incorrere in contratti-ricatto. Questo però accade anche all'interno delle case editrici, indipendentemente dal fatto che la collaborazione sia in remoto o meno. Le tariffe sono spesso ridicole, e ci si può opporre solo nel momento in cui si riesce a diventare indispensabili, solo quando il proprio lavoro conviene rispetto al lavoro di chi si fa pagare meno: insomma, essere più bravi degli altri, più puntuali, più autonomi... paga. In linea generale aprire la Partita Iva, con i suoi pro e i suoi contro, è verosimilmente la soluzione migliore per chi ha già un po' di esperienza: è davvero difficile essere assunti da qualcuno per fare il correttore di bozze o il traduttore a tempo pieno. Va detto che questo tipo di lavori è di per sé elastico, e in questo senso la possibilità di avere più clienti e gestire autonomamente i tempi è un vantaggio non solo per il committente, ma anche per il lavoratore.

Quanto agli stage, ritengo che all'inizio della carriera siano indispensabili (ovviamente laddove siano bene organizzati, possibilmente retribuiti e davvero formativi): tanti neolaureati, lettori forti e amanti dei libri, si illudono che conoscere bene la lingua italiana e avere una buona cultura generale sia sufficiente per correggere un testo; invece è necessario sviluppare un insieme di competenze specifiche, come in tutti i mestieri di questo mondo, e lo stage in redazione è il modo migliore per farlo.

Anche un buon corso di formazione aiuta, sia perché, come si suol dire, "fa curriculum", sia perché insieme a un'infarinatura delle tecniche permette di capire meglio quali sono le tante figure che operano nella grande macchina dell'editoria, e individuare quale calza meglio rispetto alle proprie attitudini e aspirazioni. Oggi esistono veri e propri corsi di laurea orientati verso l'editoria. Un ultimo consiglio: chi vuole lavorare nel mondo editoriale dovrebbe cercare di tenersi al passo con la sua evoluzione: seguire le novità in libreria ma anche quelle tecnologiche, frequentare le fiere, leggere qualche saggio sull'argomento, aggiornarsi continuamente.

3- L'editoria è spesso confusa con 'tipografie su commissione', in cui chiunque sente di avere un talento letterario sborsa anche diverse migliaia di euro per stampare i propri testi. E' possibile ritornare a un mercato editoriale che punti solo sulla qualità? A quali tipi di clienti vi rivolgete?Il book on demand e l'autopubblicazione stanno prendendo piede con una velocità impressionante, complice anche la difficoltà dell'editoria tradizionale nel seguire l'evoluzione degli strumenti, dei gusti e dei meccanismi che muovono lettori e autori. In questo variegato panorama purtroppo ci sono editori truffaldini che speculano sulle speranze di autori sprovveduti, e scrittori (mi sia concesso) carenti di capacità di autocritica che, rifiutati più volte da agenzie e case editrici, si ostinano a voler pubblicare per forza il testo così com'è.

Personalmente sono contraria a un tipo di autopubblicazione senza filtri: dove non c'è alcuna selezione, e soprattutto dove manca l'intervento di un editor competente, anche un'opera meritevole rimane grezza come una pietra che non è mai stata tagliata, e non rivelerà mai il suo potenziale. Se un autore esordiente vuole una mano per presentare ai selezionatori un'opera già "pulita", gli offriamo di occuparci della valutazione e/o dell'editing. Sono servizi costosi, perché richiedono mesi di lavoro, grande passione e un'esperienza notevole; per questo siamo sempre molto attenti nello specificare che noi non facciamo scouting né rappresentanza editoriale, e segnaliamo l'esistenza delle agenzie letterarie, che - se ritengono che il testo lo meriti - si occupano non solo della revisione, ma anche della ricerca di un potenziale editore. D'altro canto, inviare a un'agenzia un romanzo già sottoposto a un editing approfondito moltiplica sicuramente le possibilità che esso sia scelto, pubblicato, promosso, venduto e quindi letto.

I nostri clienti non sono però soltanto i privati, ma anche gli editori, gli studi editoriali, le aziende, che hanno esigenze diverse e realizzano con il nostro aiuto una gamma di prodotti più ampia.

4- Avere un blog ed essere presenza attiva sui social network ha una funzione importante nel far conoscere la propria attività? Quali strumenti non possono mancare?Oggi è indispensabile essere attivi nel web per farsi conoscere: avere un sito, una pagina intelligente nei principali social network, gestire un blog sono operazioni che esulano dal lavoro vero e proprio, ma si collocano nell'ambito della promozione, che indubbiamente serve se l'obiettivo è cercare clienti (e collaboratori). A ciò si aggiunge, almeno nel nostro caso, la voglia di fare rete, di condividere con i colleghi le idee e le piccole scoperte: al momento abbiamo due blog, Correttore bozze e Autori esordienti, che raccolgono consigli e notizie utili (per lo meno nelle nostre intenzioni) alle due categorie.

Per chi si avvicina alle professioni dell'editoria, inoltre, frequentare le fonti di informazione e confrontarsi virtualmente con i colleghi è molto utile per scegliere la strada giusta.

5- In sintesi, cosa consigliate a chi vuole lavorare nel settore dell'editoria?
Io sono specializzata in editing e correzione bozze, e spesso mi sento dire: "Che bello, per lavoro puoi leggere un sacco di bei libri!". Consiglio per prima cosa di liberarsi di questa visione romantica: il correttore, l'editor, il traduttore nella maggior parte dei casi fanno le ore piccole su manuali d'uso di radiosveglie, guide turistiche, bilanci aziendali, allegati da edicola. E se correggono romanzi, devono considerare che non si tratta dello stesso tipo di lettura che si applica al volume che la sera li aspetta sul comodino.

Devo dire che in tutta sincerità io trovo lo stesso gusto nell'emendare le istruzioni di un autovelox quanto un bel volume di scolastica, perché mi piace il tipo di lavoro che faccio, ne amo il meccanismo: se credete che per voi possa essere diverso, pensateci bene! Scoprite che cosa volete davvero fare e che cosa vi riesce meglio; formatevi con accanimento, investendo tempo e (purtroppo) denaro; siate disposti a una gavetta frustrante e a salari da fame per diversi anni. Se nonostante ciò la passione per questo mestiere vi ha catturati, accumulate tutta l'esperienza che potete e martellate editori, studi e agenzie finché non avrete un giro di clienti soddisfacente.

2 commenti:

Giulia ha detto...

davvero molto interessante questa intervista!!! :D

Marta Traverso ha detto...

Grazie mille Giulia!