lunedì 26 settembre 2011

Goodreads for dummies

Complice l'imminenza di @Librinnovando, in questo periodo sto analizzando come editori, blogger, lettori semplici ed esseri umani di ogni sorta utilizzano Anobii e Goodreads. Nelle prossime settimane pubblicherò alcune interviste che illustrano come, quanto e perché i social network letterari sono utili e interessanti per uno scambio più mirato sulla materia libro (in aggiunta - of course - agli immancabili Facebook e Twitter).

Dai primi feedback ho notato un trend piuttosto singolare: buona parte delle persone che ho contattato non hanno idea di cosa sia Goodreads. Questo social network è un perfetto esempio di polarità: c'è chi ne ignora l'esistenza e chi lo ha sposato snobbando per sempre il povero Anobii. Nel mezzo, il (quasi) nulla.

Spiegare cos'è Goodreads è abbastanza semplice: il meccanismo è praticamente identico ad Anobii, con alcune varianti. Vi cito le prime che mi vengono in mente:
1) mentre Anobii è utilizzato soprattutto in Italia ed estremo Oriente, Goodreads nasce e si sviluppa in terra anglosassone, insomma ha un respiro molto più internazionale;
2) su Goodreads - oltre ai profili degli utenti, alle schede dei libri e ai gruppi - anche gli autori possono avere una loro pagina (in parole poverissime, come avviene sulle fu fan page di Facebook);
3) Goodreads ha un'interfaccia molto più pulita e il caricamento di pagine e sezioni è più veloce rispetto ad Anobii;
4) Goodreads ha una bacheca lifestream esattamente come Facebook e Twitter (ma anche LinkedIn, Friendfeed e via discorrendo), mentre Anobii si limita al puro elenco.

Parafrasando i luoghi comuni di noi ominidi di sesso femminile, la differenza tra Goodreads e Anobii è la stessa che c'è tra Prada e H&M. Entrambi vendono lo stesso prodotto, ma l'aria che si respira cambia. Io sono iscritta a entrambi e cerco di tenerli aggiornati man mano che inizio a leggere un nuovo libro. La mia folle attrazione per il colore rosso mi spinge a preferire Anobii. Del resto sono e rimango un ominide di sesso femminile.

2 commenti:

Mio Capitano ha detto...

Mi è piaciuta l'idea delle interviste sui social network letterari. Per il resto sono piuttosto ignorante. Non so cosa sia Goodreads. E soprattutto non HM è una sigla che mi è sconosciuta. Spero che non sia grave. ciao.

Marta Traverso ha detto...

Il tuo commento è un'ulteriore conferma di quanto espresso qui: Goodreads o lo si ama o non lo si conosce per nulla. Ti consiglio di farci un giro!

Ps. H&M è una marca di abbigliamento