lunedì 13 giugno 2011

Scrivere di sé: i miei tre giorni alla Scuola Holden

Come si fa a riassumere in un post tre giorni a tutta scrittura? Dato che sono uscita da un corso di scrittura autobiografica dovrebbe essere piuttosto facile. E invece da un certo punto di vista sono rimasta la stessa, con la stessa confusa fatica a riassumere e raccontare.

Diciamo che tutto è partito da una caramella. Sareste in grado di descrivere nei minimi dettagli quali gesti compiete nel prendere una caramella dal sacchetto, scartarla e mangiarla? Scommetto che se doveste farlo fare a un personaggio sarebbe molto, ma molto più facile. Ma quando si tratta di noi, di raccontare quei gesti così banali e quotidiani che facciamo ogni giorno, tutto diventa un gran casino.

Esattamente come elencare dieci ricordi. Oppure farsi dieci domande, che non necessariamente avrebbero una risposta. Infine prendere spunto da Il favoloso mondo di Amelie (ps: devo assolutamente rivedere questo film!) ed elencare sette cose che ci piacciono e sette che non ci piacciono.

Scrivere di sé vuol dire anzitutto imparare a conoscersi sotto una luce nuova. Ritrovare la propria capacità di percepire e percepirsi, ritrovare i propri ricordi, e incanalare tutto questo nel sapersi costruire come personaggio.

Questi concetti sullo scrivere di sé mi fanno pensare a come spesso cadiamo nella tentazione di scrivere sbrodolate sui fatti nostri che non necessariamente interessano a qualcuno, noi stessi inclusi. Solo che non sempre ce ne accorgiamo. Trasformarci in personaggi, questa è la chiave. Il classico show it but don't tell it sarà pure un'americanata e un tentativo di omologare tutti gli scrittori alla Bibbia di Carver, ma funziona. Cavoli se funziona. 

Ultima nota: ora che ho frequentato un corso di scrittura posso finalmente esprimere un'opinione sui corsi di scrittura. Penso che i corsi di scrittura non insegnino a scrivere. Piuttosto insegnano a mettere il proprio talento sui binari giusti. Che è tutta un'altra cosa.

9 commenti:

Artemisia1984 ha detto...

Concordo pienamente sull'ultima parte..
Per quella iniziale, effettivamente non è facile descrivere i gesti quotidiani, tra l'altro rendendoli interessanti! Almeno sulla parte sui ricordi ti saranno stati di aiuto i regolamenti dei premi tra blogger! ;)
Tutto sommato una bella esperienza credo..
A presto,
Artemisia

Giulia ha detto...

Grazie grazie grazie!!! splendido post, letto, riletto e memorizzato!!!! consigli davvero utili, anzi mi dovrei proprio esercitare! ho provato spesso a scrivere di me, ma sempre con risultati non troppo soddisfacenti... la ricerca continua!!! :D

roberta ha detto...

ciao Marta. Anche io concordo con te, ho riflettuto sul fatto che forse ho capito in questi tre giorni che devo concentrarmi su cosa scrivere, invece che voler scrivere su tutto, essere ispirata da tutto e riempirmi la casa di quei famosi quaderni e blocchetti di carta di cui vi ho parlato al corso. Potremmo iniziare a scrivere e poi rivederci tutte insieme e leggere ciò che abbiamo scritto. che ne pensi?
roberta

Marta Traverso ha detto...

Ciao Roberta! Penso sarebbe bellissimo ritrovarci, siamo state un gruppo molto affiatato e secondo me questo ha dato un bell'impulso al corso! Sarebbe bellissimo rileggerci di nuovo tutte insieme, magari proponendo alla Holden un livello 2 come diceva Fulvia...

Eva Q ha detto...

Che bella e interessante questa esperienza...certo raccontare se stessi non deve essere facile forse perchè ci vuole davvero una profonda conoscenza del proprio io per essere credibili.
Un abbraccio e buona settimana

cris ha detto...

ciao marta appoggio in pieno l'idea di proporre il corso n° 2 alla Holden, è stato bello, divertente e intenso lavorare tutte insieme questi 3 giorni, perchè non bissare? Comunque è sempre affascinante scoprire come tutto è a portata di mano, nella semplicità del quotidiano e non nei grovigli dei nostri pensieri.

Edoardo Cavazzuti ha detto...

Trovo molte analogie con la mia esperienza. Ho fatto due corsi brevi della Scuola Holden entrambi sugli elementi basilari della narrazione. Mi sono trovato molto bene con l'insegnante, Emiliano Amato, e con alcuni compagni di corso. Anche noi abbiamo chiesto, dopo il corso 2009, un bis per il 2010.
Dopo il bis, abbiamo capito che potevamo muoverci con le nostre gambe e abbiamo continuato a vederci, riunendoci sotto l'autoironico cappello di "Ex Alumni".

Nel tempo, come Ex Alumni, abbiamo continuato a studiare, scrivere (poco) e parlare di scrittura e lettura (tanto). Abbiamo coinvolto piccoli editori, librai e anche alcuni scrittori tra cui Maurizio Maggiani: lui, da grande affabulatore, ha spiegato il suo punto di vista su scrittori, narratori e romanzieri ed è stato molto severo con le scuole di scrittura, definendole "la cosa più vicina alla circonvenzione di incapaci". Io sono parzialmente d'accordo. Penso, cioè, che sia possibile (e utile) imparare il mestiere di scrivere e non credo che si nasca con il "talento", ma sono anche abbastanza sicuro che al centro della questione non ci sia il "come", ma il "cosa".

Se una persona ha qualcosa da dire può, scrivendo, trovare un modo per esprimersi. Diversamente, sarà solo uno scrittore, magari un ottimo e virtuoso professionista, ma la sua opera lascerà il mondo esattamente invariato.

Anonimo ha detto...

quando vai al prossimo corso??

Marta Traverso ha detto...

Può essere che farò l'Holden weekend l'anno prossimo! ;)