lunedì 23 aprile 2012

Tre volte all'alba (Alessandro Baricco)

Certo che Baricco è un uomo fortunato. Non solo può campare facendo il mestiere più bello del mondo, e facendolo al fianco di un editore di tutto rispetto, ma può permettersi di scrivere storie meravigliose alla faccia di tutti i cliché che ruotano intorno al mercato editoriale italiano. In primis: se non hai scritto un giallo, una storia d'amore o un romanzo storico, risparmia pure i soldi del francobollo per il manoscritto che invieresti all'editore.

Il bello di Baricco è che i suoi libri ti scivolano giù che neanche te ne accorgi. Come quando lo senti parlare, che sia in tv o di persona. Tutto ti scivola giù. Non che ci siano dietro chissà quali store eclatanti. In realtà, a pensarci a mente fredda, nelle storie che racconta Baricco sembra quasi che non succeda niente.

Difatti è una delle principali critiche che gli vengono mosse.

Nei romanzi di Baricco non succede niente: perlomeno niente di notiziabile, niente di narrativamente rilevante. Ma è allo stesso tempo qualcosa di profondamente significativo per la persona a cui quel niente sta succedendo. Proprio come accade, quasi sempre, a ciascuno di noi.

E così nessun critico blasonato leggerà una rivoluzione copernicana della letteratura contemporanea in un uomo che nel corso della sua vita incontra tre donne, sempre all'approssimarsi dell'alba, e ciascuna di quelle donne lascia un germoglio che renderà quell'alba diversa da tutte le altre. Però chi leggerà quell'uomo e quelle donne e quelle albe potrà avvertire dentro di sé quel germoglio. E magari un libro che ti scivola addosso come Tre volte all'alba diventerà qualcosa di profondamente significativo per chi lo ha letto.

5 commenti:

Veronica Mondelli ha detto...

Sembra che non succeda niente perché il bello di Baricco è nel come, non nel cosa. Forse nella storia non succederà nulla di eclatante, ma cosa succede dentro chi legge? Un montaggio continuo di parole e di accostamenti stupendi e mai visti. Meno male che c'è Baricco :)!
Buona serata!

Marta Traverso ha detto...

È proprio questo il bello di Baricco: in apparenza sembra che non ci sia il medesimo pathos di un thriller o una storia "a forte impatto", eppure quando lo leggi ti lascia sempre addosso quel qualcosa in più! Questo è vero talento!

Flavia ha detto...

Sono totalmente d'accordo. Quando mi chiedono di cosa parla questo libro, come hai detto te, è narrativamente difficile raccontarlo, puoi solo accennare quello che lo scrittore stesso ha scritto dietro la copertina, e consigliarlo. Però poi dentro ti lascia proprio quello che stavi cercando in quel momento. E allora chissenefrega che narrativamente parlando non c'è trama, non c'è intrigo, non c'è soluzione. C'è emozione e brividi, che a volte valgono molto di più.

Marta Traverso ha detto...

Verissimo, Flavia. Grazie di essere passata di qui!

Start from scratch ha detto...

Baricco è immenso!
Questo è uno dei pochi libri che mi manca e credo di dover provvedere subito. Essendo oltretutto collegato a Mr Gwyn è un peccato lasciarselo sfuggire.