giovedì 22 marzo 2012

A new home has come

Di mio nonno ricordo soprattutto il pennellino da barba nell'armadietto del bagno. Quando d'estate veniva in paese, se lo portava dietro e lo metteva su una mensola. Sempre lo stesso pennellino. Non ricordo se l'ho mai visto farsi la barba. Probabilmente sì, perché questo feticismo mentale del pennellino non saprei spiegarlo altrimenti. Fatto sta che è uno dei ricordi più vivi che ho di lui. Più del bastone, più del caffè, più dell'ultima volta che l'ho visto, più di tutto il resto.

Mio nonno non c'è più da undici anni. Ho pianto prima che morisse, quando ho capito che sarebbe stato inevitabile. Da allora il mio legame con lui è fatto di una vecchia foto nel portafogli e una nella mia camera, una Messa di suffragio a Natale e qualche visita al cimitero ogni tanto.

Mi fa uno strano effetto pensare che fra pochi mesi andrò a vivere nella casa che era stata la sua. Dopo un periodo lungo e travagliato, è tornata alla nostra famiglia. Lunedì mattina io e mio papà siamo andati a vederla: non ci entravamo da undici anni. Quel luogo era nulla più di un insieme di flash nella mia testa: il portone, il  numero dell'interno (il 19), il lungo corridoio, una foto in bianco e nero all'ingresso, gli armadi a muro, la dispensa in fondo, la poltrona della sala su cui era seduto l'ultima volta che l'ho visto, il pomeriggio di Pasqua, quattro giorni prima che se ne andasse. Marassi, i miei piedi che ritrovano sottoterra le radici da cui sono nata. Molti angoli li avevo rimossi. Ho camminato in cerca di ricordi, e appena entrata in bagno ho subito aperto l'armadietto alla ricerca del pennellino.

Era ancora lì.

A new home has come :-)

3 commenti:

La_rouge ha detto...

Grazie per questa commozione...tua, ma anche mia adesso.

Marta Traverso ha detto...

Grazie a te :)

zietto ha detto...

finalmente vicini di casa.... almeno non ti devo + portare a casa!!!!