venerdì 14 settembre 2012

Calarsi nel romanzo è...


Genova, via Montevideo. Le protagoniste del romanzo che sto scrivendo vivono qui. Ho scelto questo posto un po' per caso, l'incipit riguarda il mercato di piazza Palermo e cercavo un punto in quella zona così chic in cui fosse plausibile trovare l'atelier di una parrucchiera di origine cecena.

Per la precisione, l'atelier è sulla destra, oltre quel cancello. Chiunque viva lì, mi sta ispirando ogni giorno senza saperlo.

Sulla sinistra, anche se non si vede molto bene dalla foto, c'è l'insegna di un piccolo negozio biologico. Lì le mie protagoniste vanno a fare la spesa, più per ragioni di vicinanza che per aderire a una qualche fede alimentare.

Ieri, per la prima volta, ci sono entrata. Ho comprato zenzero in polvere e una mini confezione di biscottini al farro e cioccolato, fatti come gli Oro Ciok. Un negozio piccolo, ma dove c'è tutto: ortofrutta, banco frigo, spezie, farine, pasta. Ho passato lì dentro un paio di minuti immaginando i pranzi e le cene di queste tre donne così incompatibili, che giorno dopo giorno diventano senza accorgersene una la persona dell'altra.

Se avevo qualche dubbio su cosa volesse dire calarsi nella storia, ieri l'ho dissipato.

2 commenti:

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Che bella esperienza.
Da più di una anno ho in testa una storia ambientata a Torino, non vedo l'ora di calarmici anch'io.

Marta Traverso ha detto...

Calati, calati... è una delle esperienze più belle che ci siano!! :)