venerdì 9 marzo 2012

Il silenzio dell'onda (Gianrico Carofiglio)

La scrittura per immagini mi piace. Carofiglio è uno di quelli che ha questo potere, scrive un romanzo come fossero sceneggiature. Uno (per esempio io) legge un suo romanzo e si figura perfettamente nella testa ogni singola scena.

Mentre leggevo di questo (ex?) carabiniere, (ex) agente sotto copertura, (ex?) surfista nello studio dello psichiatra, mi figuravo perfettamente nella testa lo studio con poltrona e lettino e il quadretto di Louis Armstrong appeso al muro che recita Q. "What is Jazz?" A. "If you gotta ask, you'll never know." Idem quando la scena si trasferisce nel parco con laghetto in cui Giacomo, undicenne che ha già capito tutto della vita (la sua playlist ideale comprende Led Zeppelin e Nirvana, solo per citarne alcuni), attraversa in sogno in compagnia del cane parlante Scott.

Un romanzo che si legge veloce, un happy end forse un po' prevedibile ma che si fa perdonare dalla bellezza delle immagini e da un esercizio di stile che ogni aspirante autore dovrebbe provare, quello di scrivere una storia alternando il punto di vista di un adulto e di un bambino in modo da creare l'illusione che a scrivere siano veramente due persone, un adulto e un bambino.

2 commenti:

gianbarly ha detto...

Anche a me è piaciuto tantissimo. Scrittura profonda e una grande capacità di rendere nella loro realtà le sedute dallo psicologo.

Marta Traverso ha detto...

Concordo in pieno con te!