martedì 26 luglio 2011

...e i piatti stanno ad asciugare

La cucina è come tutte le altre. C'è il frigorifero, il forno, quattro piastre per il gas e il lavandino con lo scarico. Tanti ripiani e una scaffalatura di legno. Due piani a testa, pura democrazia.


Sopra il lavandino c'è lo scolapiatti, e accanto un portaposate di plastica. Elena non li sfiorava nemmeno. Era come se la sua forchetta, il suo bicchiere e il suo pentolino per la camomilla potessero contaminarsi da tanta umidità.

Elena aveva riservato mezzo ripiano per far asciugare i suoi utensili. Aveva piegato in due un canovaccio e lo aveva disteso sul legno. Ogni giorno, ogni sera, tutto veniva posato lì. Lavava i piatti, e delicatamente portava tutto lontano dal lavandino, dallo scolapiatti e dal portaposate. Il canovaccio bagnato asciugava di notte con il suo contenuto. Elena sapeva che quella casa non era la sua casa. Ma sapeva anche che quegli spazi erano i suoi spazi. I suoi due piani. E tutto ciò che era suo stava nei suoi due piani per attendere il suo ritorno. Per farla sentire a casa.

1 commento:

la fenice ha detto...

tralasciando il fatto che quel nome è il mio nome, alle volte mi sento come se non fossi a casa.. le cose mi aiutano. Mi aiutano a capire che quello è il mio spazio. non so.. paradossalmente mi sentivo più a casa quando ero a km di distanza.. ma forse questo mio commento è frutto di uno stato d'animo un pochetto emo...!
ti abbraccio carissima!