domenica 11 aprile 2010

Jonathan Coe mi insegna a vivere

Nell'ultimo anno ho letto molto, e il mio elenco di amori si è notevolmente allungato: fra questi, ho aggiunto anche Jonathan Coe.

In questi giorni sto leggendo L'amore non guasta, un romanzo brevissimo ma intenso e quasi caotico. E' scritto in quell'alternarsi di punti di vista, di storia narrata e parti della mente del protagonista-scrittore, in quella tecnica - insomma - che ho sempre amato sperimentare nei miei trascorsi narrativi.

Questo libro mi sta ricordando quanto mi manca scrivere. E' un po' che ci penso, ma la mia ripresa non è mai andata oltre il mio quotidiano esercizio blog-giornalistico. Niente male come medicina, vero? Leggere un romanzo il cui stile si avvicina a ciò che avrei potuto concepire io, e ritrovarsi a pensare: «quando mi rimetterò a creare qualcosa del genere?».

Questa sera in treno ho osservato e ascoltato, come facevo una volta. E' incredibile quante persone interessanti si possano incontrare, io che viaggiando da ormai 10 anni sono così stanca di trovare sempre le solite facce. Ho osservato e ascoltato, e chissà che qualcuna di loro non mi abbia trasmesso un input interessante.

2 commenti:

Fabrizio ha detto...

Potrei aver scritto lo stesso post. Anzi, avrei dovuto! :)

Marta Traverso ha detto...

Grazie :)