giovedì 24 maggio 2012

Prossima fermata Trambusto (Luca Gallo)

Un po' reminescenza dell'Asinara e località analoghe. Un po' Il signore delle mosche. Un po' Isola che non c'è. Il romanzo di Luca Gallo edito da Intermezzi è una delle tante narrazioni di Utopia, la società ideale organizzata al millimetro che porta a una rivalutazione della specie umana.

Nello specifico, Prossima fermata Trambusto è la storia di vecchi tram riallestiti come appartamenti, in un'originale comunità alloggio per detenuti troppo leggeri per meritarsi il carcere. Detenuti dai nomi curiosi, come i tre protagonisti: Tarek, Lama e Chioma. Le loro storie raccontano di come anche tra uomini possono nascere legami di profonda amicizia, a dispetto dei preconcetti che spesso si hanno. Legami che nascono dalle sorgenti più inaspettate: l'amore per i cani, un quadro di Hieronymus Bosch, le moto e i coltelli. Ma soprattutto il ritrovarsi catapultati in un mondo parallelo dove la vita è talmente controllata al millisecondo da risultare quasi più facile che là fuori. Perché là fuori ci sono conti in sospeso da regolare, vecchie strade da non ripercorrere, vecchi amici da lasciar andare. Da surrogato della prigione Trambusto diventa un'isola che non c'è, anche se gli attriti e le invidie non mancano, e il clima da signore delle mosche fa sì che neppure un torneo di futbolin riesca a svolgersi senza qualche scazzottata o minaccia di morte. La tranquillità di un'isola che non c'è e non ci sarà mai nella vita reale però si sente, eccome. Tanto che persino quando l'occasione di evadere si fa ghiotta, alla fine ci si rende conto che è meglio restare lì. Come Don Chisciotte ed Enrico IV che scelgono volutamente la pazzia.

Trambusto è a Torino, ma potrebbe essere in qualunque altra città. Perché quel clima da isola che non c'è e signore delle mosche non conosce geografia. E le manovre politiche che vogliono azzoppare questo progetto perché il sociale è la morte dell'economia si possono ritrovare in ogni altra parte del mondo. Un po' meno, forse, il fatto che la giustizia riesca a fare il suo corso.

ps. prima ancora di leggere il romanzo ho assistito alla sua presentazione durante la festa Nuovi Editori Indipendenti a Torino, nei giorni di #SalTo12

2 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie per la tua profonda recensione! Sperando di vederci ad una presentazione in terra ligure, un saluto!
lg

Marta Traverso ha detto...

Grazie a te Luca e complimenti ancora! Spero davvero di vederci presto! :)