venerdì 11 marzo 2011

Memorie di una ragazza perbene (Simone De Beauvoir)

Ci sono figure femminili che mi affascinano in modo prepotente. Anche se non so nulla (o quasi) di loro, a pelle avverto un'affinità. Patti Smith, Anais Nin, Piera degli Esposti.

La avverto anche nei confronti di Simone De Beauvoir, donna di cui non so molto In quinta liceo l'anno scolastico terminò prima di poter iniziare Sartre, e la mia promessa di studiare filosofia per mio conto è ancora da essere mantenuta.

Ho voluto approcciarmi a Simone leggendo la sua vita come lei l'ha raccontata. Memorie dal linguaggio troppo arcaico per una lettura rapida come la mia, ma che hanno lasciato il segno. Le memorie attraversano la vita di Simone dall'infanzia fino all'esordio come filosofa. Le fasi peggiori, le fasi dell'anonimato, le fasi in cui Sartre non era neppure un nome.

Fasi che ricordano un po' la mia vita. Una famiglia bigotta, limitante, arroccata nei suoi muri. Un affetto spasmodico e mal corrisposto per amiche che non lo meritano. Un amore incondizionato per la lettura, per le ore trascorse in biblioteca, per le camminate solitarie. La paura e al tempo stesso il desiderio di legarsi. La certezza che o si diventerà qualcuno o non si diventerà niente.

9 commenti:

Rory ha detto...

A me piace dire: o si diventerà qualcuno o si rimarrà se stessi! Non sarà molto ma è meglio del nulla.
Buon week!

EncreNoire ha detto...

Ma pensa le coincidenze... sto rileggendolo proprio in questi giorni, è uno dei libri che amo di più! Credo che la De Beauvoir sia la prima scrittrice che ho inserito nell'Olimpo delle Intoccabili.

Marta Traverso ha detto...

@Rory: grazie! Buon fine settimana anche a te!

@EncreNoire: che combinazione davvero! Anche io trovo Simone una delle più grandi di sempre!

Vele Ivy ha detto...

Non l'ho letto, ma è uno di quei libri da leggere! Di sicuro lo inserisco nella mia luuunga lista di classici da iniziare!

la fenice ha detto...

bello, ottimo spunto per una nuova lettura.. e quanto mi ha colpito quest'ultima frase "La certezza che o si diventerà qualcuno o non si diventerà niente.".. è il mio stesso punto fermo!
a presto!

Marta Traverso ha detto...

Buona lettura a entrambe!!

Igor ha detto...

anche se uomo trovo diversi punti di contatto nella tua descrizione della De Beauvoir..mi sa che approfondirò quest'autrice ;)

P.s. interessante il tuo blog! ;)

Marta Traverso ha detto...

Grazie mille Igor e benvenuto! ;)

Chiara ha detto...

Cara Marta, questo post è molto interessante.

Conosco anche io poco Simone de Beauvoir, non l'ho studiata al liceo, ma mi sono spessa "imbattuta" in qualche sua citazione e devo dire che mi ha messo un po' di curiosità e la voglia di saperne di più.

Ma alla fine, come capita con un sacco di altre cose, non ho approfondito un bel niente! :)

"o si diventerà qualcuno o non si diventerà niente". Mi è venuto in mente un discorso fatto l'altro giorno (che non vale la pena ripetere qui), in cui il succo era il fatto che studiare non serve a niente e altre cretinate del genere.

Bene, questa frase conferma la mia tesi.
Meglio studiare, per diventare qualcuno.
Non voglio essere "niente", come il soggetto che mi ha detto che studiare non serve a niente...