venerdì 1 aprile 2011

Web vs giornalismo: 2 - 0

In questi giorni sto studiando un testo di semiotica del linguaggio giornalistico, anno di pubblicazione 2003. Nei vari esempi di pagine di quotidiani illustrati (ripeto, giornali usciti nel biennio 2002-2003) leggo i seguenti articoli: (1) emergenza sbarchi di immigrati, (2) Bossi che minaccia di lasciare il governo se non si faranno le riforme che vuole lui, (3) Berlu che dice che gli italiani lo adorano e pertanto va avanti, (4) un dossier del Giornale contro la Boccassini, (5) un fondo secondo cui chi non sceglie l'8 per mille vede comunque parte dei suoi redditi finire all'8 per mille.

Credo sia per questa tautologia snervante che non leggo un quotidiano da due mesi. Mi chiedo se non si limitino semplicemente a rivendere i resi degli anni precedenti cambiando la data.

Mi informo tramite le anime pie che postano su Twitter notizie interessanti, e non mi sento tagliata fuori dal mondo. Per esempio, so che il vicepresidente del Cnr ha definito il terremoto in Giappone un dono di Dio, cosa che molti spettatori di tg & lettori di quotidiani non sanno. Per esempio, so che qualche presunto tizio filogovernativo paga dei figuranti che fanno la ola a Berlu fuori dai tribunali o vanno a Forum per dire quantebbravo Bertolaso, cosa che molti lettori di quotidiani & spettatori di tg ignorano.

Twitter è l'informazione. Per tutto il resto c'è la radio. E la diretta streaming di Sky Tg24.

2 commenti:

Eva Q ha detto...

E' la realta...oramai la carta stampata sta morendo
Un saluto e buon week-end

Marta Traverso ha detto...

Più che altro dovrebbe morire un certo modo di affrontare le notizie...